I Messapi, Popolo dei Due Mari, in continuo contatto con l’Adriatico e lo Ionio, erano un’antica civiltà proveniente dall’Illiria, zona posta tra l’attuale Albania, il Montenegro e la Dalmazia. Il loro stanziamento nella penisola Salentina ebbe inizio intorno al IX sec. a.C., fino alla fondazione di importanti centri agricoli e pastorali.
Sono svariati i centri della Puglia nei quali si rintracciano testimonianze dell’antico popolo messapico.
Eccone una rapida sintesi:
Manduria.
Fondamentale centro messapico, rappresentò un importante punto di riferimento nella storia antica per l’eroica resistenza opposta ai Tarantini, quando questi mossero guerra ai Messapi con obiettivi espansionistici. Quella che viene definita la "Manduria messapica" presenta una triplice cerchia di mura, struttura che sembra avere pochissimi riscontri nel resto d'Italia. Purtroppo, resta ben poco dell'antica città, poichè in parte coperta o distrutta dalle costruzioni successive. Restistono ancora alcuni resti, in particolare nella zona della Chiesa dei CappucciniDa visitare l’Antiquarium Municipale, un museo che raccoglie materiale archeologico messapico, greco e romano.
Oria.
Un'altra città centrale nel contesto messapico. Nella sua estensione sono state rinvenute tombe e grotte di origine messapica contenenti resti di scheletri umani, epigrafi tombali, una numerosa varietà di vasi d’argilla, di preziosissima fattura, monete di diversi tipi e periodi, attualmente conservati presso il Centro di Documentazione Messapica.
Di notevole interesse anche l'architettura barocca e l'imponente castello normanno svevo voluto da Federico II.
Ceglie Messapica.
Una città che racconta di lontani eventi che vedevano protagonisti i Messapi. Pare che la parte più antica della città fosse posta sulla sommità del colle dove ora sorge la Piazzetta Ognissanti. Nelle vicinanze sono state, inoltre, scoperte delle necropoli dalle chiare origini.
Il museo Archeologico, situato nella Piazza Vecchia, ospita preziosissime testimonianze, ritrovate nelle tombe messapiche: ricchi corredi funerari oltre a numerose iscrizioni messapiche.
Ostuni.
Caratteristiche strategiche, topografiche e strutturali in perfetto stile messapico.
Non ci sono molti episodi tramandati che possano descrivere la storia riferita a quel periodo. Ma è di notevole importanza il rinvenimento della necropoli.
Nel caso si faccia tappa ad Ostuni è consigliabile visitare il bellissimo e bianco centro storico.
Egnazia.
Confinante con la Peucetia, Egnazia rappresenta l’insediamento più a Nord nel territorio abitato dai Messapi, nel periodo intorno al VI secolo a.C.
Nell’Area Archeologica, sono molti i corredi funerari rinvenuti. Tipica presenza è rappresentata dalla trozzella, il vaso messapico, associata a ceramica di importazione corinzia e attica. Tutto questo concorre a definire Egnazia un abitato indigeno messapico permeato dalle influenze greche.
L'area archeologica è, inoltre, arricchita dalla presenza delle necropoli, elementi fondamentali nel tracciare l'identità di un popolo. Da non perdere, dunque, il Museo Archeologico Nazionale di Egnazia che si trova a Fasano (Fraz. Savelletri, località Agnazzo).
Muro Leccese.
Di eccezionale valore il patrimonio artistico, culturale e monumentale che il paese di Muro Leccese possiede. Dall'esistenza di mura megalitiche, da numerose tombe e dai reperti archeologici si presuppone che la città sia stata fondata dai Messapi, i quali riuscirono a renderlo un paese forte, avanzato, dai solidi valori civili.
Ugento.
Una cittadina particolarmente florida al tempo dei Messapi, anche se bisogna registrare che la fondazione del primo nucleo risalga ad epoche antecedenti. Esistono ancora resti di mura megalitiche, tombe, monete, materiale vascolare, suppellettili e iscrizioni, che inequivocabilmente testimoniano la presenza della civiltà messapica.
Tra gli altri dati interessanti, si sottolinea il fatto che in epoca messapica, la città ha battuto moneta propria.
A Palazzo Colosso, viene conservata una raccolta di reperti del periodo messapico. Il Museo Comunale di Archeologia conserva materiale archeologico del Neolitico e Messapico del V e VI secolo a.C.